Sono passati pochi giorni fa i 10 anni di silenzio post-mortem che aveva chiesto sul suo operato. Un gesto nobile quanto consapevole di come i suoi compatrioti siano un branco di baciapile voltagabbana dalla faccia culiforme.Non stiamo a farla troppo lunga, siamo anche questo (ultimamente quell’”anche” verrebbe da sostituirlo con un “solo” ma insomma..)
Mi riesce difficile non immaginare mr U. come un Bilbo Baggins in procinto di lasciare la Contea: «Conosco la metà di voi soltanto a metà; e nutro, per meno della metà di voi, metà dell’affetto che meritate».
Io me ne vado, e fra 10 anni meno della metà di voi si saprà chi ero, e soltanto la metà di voi si ricorderà a metà qualcosa che ho scritto..
In effetti Eco aveva scritto sul valore insito nel dimenticare, era forse una delle sue “bustine di Minerva”? Una volta che la mano lesta della memoria avrà rimosso l’inutile lasciando il sedimentato, forse ci sarà qualcosa di concreto su cui lavorare.
Ricordo come in quel contesto citasse Borges e quel suo personaggio dalla memoria totale, Funes el memorioso, una capacità simile serve a poco, anzi è deleteria.
Chissà se ora estenderebbe quel famoso “idioti sui social” anche ai fanatici di chatgpt? Secondo me sì.
Avrà funzionato questo velo decennale? Non saprei, e mi interessa poco, la prenderò sul personale e via. Rimugino argomenti toccati da Eco e altri più e meno illustri da più di dieci anni, al tempo sognavo di farci quattro chiacchiere, ah la vanagloria! Pensare che a questa distanza, solo ora avrei qualcosa da chiedergli, beh, mi causa una certa vertigine, ed una punta di angoscia.
Che prima di tutti si affacci il fan che è in me. In termini emotivi di Umberto Eco sopra ogni cosa ho amato Baudolino, per molto tempo è stato legato ad una sofferta vicenda affettiva, pensate che mi procurai da una libreria specializzata di Genova la versione tradotta in russo e la mandai ad una persona che viveva a Mosca, solevo viaggiare con lei e troppo spesso attraverso di lei. Speravo che cogliesse come mi sentissi un Baudolino di fronte ad una Ipazia (un Astigiano che si adatta a vedersi mandrogno, cosa non si fa per amore!).
Alla fine mi sono trovato ad essere più un Belbo di fronte a Lorenza, in fondo nomina nuda tenemus.. e con queste costruiamo narrazioni. Il linguaggio come ci insegna il sommo gattone è fatto per mentire, spesso a sé stessi.
Quando lui morì lei scrisse su facebook di come le fosse scesa una lacrima, si spendevamo emozioni ovunque, ma avevo il terrore di aprire quella porta e non trovarne neanche una per lei, che tutto quel marasma di visioni scoppiasse come una bolla di sapone.
Ho poi finito per prendere esempio da quel cazzone di Baudolino, ho accettato Ipazia e mi sono lasciato dietro Lorenza.
Lessi ovviamente il nome della rosa, diceva di voler uccidere un monaco, quel monaco secondo me era lui, e forse dovrei farlo anche io. Ho spesso riletto la ivi contenuta postilla, saggetto minimale sufficiente da solo a stendere un velo eterno su qualsiasi cosa postmoderno, per buona pace di migliaia di saggisti e romanzieri grafomani che ancora si affannano a dissezionare l’aria.
Nel periodo in cui quel romanzo aleggiava intorno a me, dovevo aver letto di come lui, quando studiava a Parigi, si fosse trovato un percorso casa-università che includesse solo edifici medievali.
In quel periodo riuscivo ad allungare su Parigi attraverso artifizi lavorativi, cercai quindi di ricostruire il suo percorso, e questo mi portò a Saint-Julien-le-Pauvre. A Parigi non riuscii a trovare altro, ci andavo perché volevo spaccare in me qualcosa e non sapevo come farlo, sbandavo da una meta all’altra senza che si smuovesse nulla, solo quella chiesetta finì per lasciarmi un qualcosa che tuttora non saprei definire, glielo devo.
Abbandonai il suo semiotica generale, ho dovuto accettare la mia disfatta di fronte a quel tomo infinito troppo specifico per la mia preparazione. In compenso mi spupazzai parecchi altri lavori e romanzi, ma non mi sembra il caso di produrmi in bibliografie mnemoniche.
Che ora esca il vampiro, non affascinante e sensuale come mi piacerebbe, bensì pedante e rincoglionito come deve sentirsi dopo 10 anni in cassa da morto, tutto quanto alla prossima puntata.

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